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Tortora, calcio in via d'estinzione: lo sfogo di capitan Martino


GS_inside_arTORTORA – Apprendere la notizia che dopo 48 anni di storia la Ssd Tortora 1966 non si iscriverà al prossimo campionato fa male.

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Ma fa ancor più fa male rendersi conto (esclusa l’attuale – vecchia società che ha dato tanto in questi due anni) dell’immobilismo degli enti comunali e di una intera popolazione.

Inerme allo sport e a tutto il resto. Mi chiedo dunque: quale sarà il futuro di Tortora se non si parte dallo sport.

Oggi ci sono molte scuole calcio e questa è una grande e bellissima cosa, ma se venisse fuori la volontà e si mettesse da parte l’orgoglio di molti, forse si riuscirebbe a fare anche quest’anno un campionato dignitoso.

Non vogliamo una Tortora solo di marciapiedi nuovi, panchine, cemento, di chiacchiere..ecc.. Vogliamo una Tortora che a livello sportivo possa essere aiutata per dare un futuro anche a quei giovani che magari per sfortuna o altro non possono o non hanno avuto modo di esplodere calcisticamente in altre realtà e che hanno ancora la voglia di divertirsi.

Che penserà il nostro caro Biagio Aurelio dall’alto dei cieli (per chi non lo sapesse segretario della Ss Tortora a vita e rappresentante della Lega calcio Italiana) lui che ha dato la vita a questa squadra e mantenuto sempre alto lo sport calcistico a Tortora.

È facile presentarsi in migliaia per l’ultimo saluto al caro Biagio e poi abbandonare tutto. Lui non avrebbe voluto accadesse mai e di sicuro avrebbe già rimesso in piedi la situazione.

Ricordatevi una cosa: il calcio rispecchia sempre ciò che è una persona e un paese. In questo momento il paese di Tortora rappresenta la dura realtà di una mancata iscrizione ad un campionato umile e non dispendioso. Per qualcuno che ancora è rimasto nel Medioevo gli rammento che lo sport è vita mentre la presunzione, l’orgoglio, le chiacchiere non tramutate in fatti concreti, l’ignoranza, la superbia e l’invidia rappresentano regresso.

Cioè la Tortora attuale. “Vergogna a chi di dovere”.


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