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Paola, Pompeo Panaro vittima dimenticata


promo_insidePAOLA – Quando la giustizia non riesce a fare il suo corso per una serie di avvenimenti e di errori e la memoria cade nell’oblio emerge un senso di frustrazione ed impotenza. Pompeo Panaro rimane ancora oggi una vittima dimenticata.

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La richiesta di intitolazione di una via all’esponente politico della Dc è stata evasa dal Comune. E nel mentre, il processo apertosi nei giorni scorsi a Catanzaro vede a giudizio una sola persona a cui viene contestato il “semplice” reato di associazione. Nessun mandante o esecutore dell’omicidio sono giunti a processo.

Ma andiamo con ordine. Il capogruppo consiliare del Pd Graziano Di Natale, a seguito della festa democratica, nella quale dopo lungo tempo si è tornato a parlare del caso Panaro, l’esponente politico vittima di mafia incredibilmente dimenticato per 30 anni, lo scorso mese ha protocollato e indirizzato al sindaco di Paola una richiesta di intitolazione del largo antistante la nuova strada di collegamento tra la villa comunale e via della Libertà, a memoria di Pompeo Panaro, già consigliere e assessore comunale. Vittima di mafia.

Nella stessa missiva si chiedeva di creare una giornata alla memoria con un laboratorio politico ad hoc per la lotta alla criminalità organizzata.

“Sono passati quasi due mesi – spiega Di Natale – ma risposte in merito nessuna. Il silenzio a questo punto fa molto rumore. La memoria del Panaro e il ricordo di un membro delle istituzioni vittima di mafia è cosa buona e giusta, soprattutto è bipartisan e dal valore sociale immenso”.

L’auspicio di Di Natale è che “questa nuova sollecitazione serva a ricordare l’impegno e la lotta del Partito Democratico contro ogni forma di mafia, e che soprattutto sortisca gli effetti sperati. Crediamo che l’amministrazione comunale sarà attenta e solerte nel dare una risposta alla nostra istanza, convocando una seduta di giunta che approvi quanto chiesto non solo dal Pd, ma da una piazza che era colma di gente vogliosa di ripartire dai valori e dalla forza delle istituzioni, più forte dell’ieri e più consapevole del domani”.

Nel frattempo si è aperto a Catanzaro dopo 32 anni il primo processo sul caso Panaro. Una sola persona è a giudizio: Giuliano Serpa. Un processo che però non prevede nessuna responsabilità per l’indagato né come mandante né tantomeno come esecutore. Siamo in poche parole punto e a capo.

Dell’omicidio di Pompeo Panaro ricordiamo che ne hanno parlato due collaboratori di giustizia. Oltre a Giuliano Serpa anche Fedele Soria ha dato elementi per procedere agli investigatori. Ma nel 1997 non se ne è fatto nulla. Per approdare senza grossi risultati ai nostri giorni dove Soria ha addirittura disconosciuto le sue stesse dichiarazioni.

Pompeo Panaro è stato ucciso nel 1982. Torturato per sette giorni e sciolto nell’acido. Vittima di mafia. Nessuno lo ha ricordato. E nonostante le richieste nulla è stato fatto. Anche il figlio Paola Panaro aveva avuto rassicurazioni da ex amministratori uscenti, ma poi invece è seguito un silenzio assordante. Una “dimenticanza”, che per molti versi puzza.



About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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