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Paola, il cimitero rischia di crollare


Servono fondi e interventi urgenti per scongiurare il rischio crolli che minaccia il cimitero di Paola in più punti. Prime avvisaglie 5 anni fa ma gli appelli sono caduti nel vuoto.

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PAOLA – Il cimitero è a rischio.

E il comune si appella al prefetto e alla protezione civile per sollecitare il finanziamento per il consolidamento dell’area di rispetto.

Da quanto si evince da una comunicazione inviata dal responsabile del settore manutentivo Giovanni De Medici c’è un concreto pericolo nei confronti dell’incolumità pubblica rappresentato dalle precarie condizioni di staticità del muro di contenimento di parte dell’area cimiteriale a causa di movimenti franosi. Una porzione di cimitero disastrosamente dissestata e addossata a un versante franoso che costeggia la sottostante strada di accesso e parallelamente la Ss18.

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Ma c’è dell’altro. Addirittura già nel 2010 era stata richiesta la messa in sicurezza della zona dissestata. A tutt’oggi tale istanza è rimasta senza risposta. C’è un pericolo attuale per almeno sessanta tra loculi e cappelle private. Un progetto preliminare era stato presentato dall’ufficio tecnico comunale guidato da Fabio Pavone alla regione già un anno e mezzo fa al quale era seguita deliberazione di giunta su proposta dell’assessore ai LlPp, Dario Gaetano.

Tra il dire e il fare però è giunto a inizio anno soltanto lo stanziamento riguardante la collinetta dell’ospedale classificato con lo stesso grado di rischio dell’area cimiteriale dove è in atto una fase avanzata di dissesto.

A parole dell’Utc la stessa è “in progressiva evoluzione”. Si assiste così alla deformazione di alcune strutture funerarie, a fenomeni di instabilità del versante Nord-Ovest, nonché alla deformazione eccessiva delle opere d’arte esistenti e a crolli dovuti dal sifonamento dei muri esterni.

Ma cosa succede? La fenomenologia riguarda le acque di falda che muovendosi in profondità da monte verso valle (fin sotto l’area) attivano una serie di pericolosi fenomeni di filtrazione. Il versante manifesta la sua instabilità attraverso la deformazione della pavimentazione stradale. Ci sono inoltre ampie fessurazioni e cedimenti differenziali del massiccio muro di sostegno che delimita a monte la strada di accesso al cimitero. L’intervento per il quale si sono chiesti circa 2milioni e 200mila euro tra l’altro prevede di stabilizzare il muro principale con una paratia di pali trivellati, di demolire le strutture funerarie instabili, realizzare tratti di trincea drenante delle acque piovane, captare quindi le acque superficiali, realizzare nuova pavimentazione e recuperare in maniera definitiva l’area.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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