Pino Falbo, candidato a sindaco di Progetto democratico, attacca Roberto Perrotta e Basilio Ferrari. Debiti e mutui “pesano come un macigno sul futuro della città”. In piazza i programmi e la visione del futuro per Paola illustrati con gli alleati.

PAOLA – Ecco Pino Falbo e la sua visione di città per Paola con Progetto democratico.
I sogni della coalizione che oggi vuole porsi come alternativa credibile a centrodestra e centrosinistra sono tutti racchiusi in una voglia di riscatto partecipata e civile. Ecco perché ha rilevato serve un “progetto” non più legato ai singoli.
Nessuno scaricabarile quando si tratta di assumersi responsabilità. E Pino Falbo, che sabato sera è sceso in piazza assieme ai partner di una coalizione eterogenea ma legata da obiettivi comuni, ha le idee chiare. Al suo fianco i responsabili dei movimenti: Francesco Sarpa, Emilio Pastore, Lamberto Lamberti, Mimmo Scagliola.
La sua – come ha rivelato – sarà una corsa senza attacchi personali, ma ha subito aggiunto che le cose devono cambiare. Paola deve tornare ad essere città di servizi. Troppe perdite e pericoli ancora non scemati: via la dogana e il monopolio, ridotti alcuni servizi della ferrovia, rischio di chiusura del tribunale, depotenziamento dell’ospedale civile, per non parlare poi della caserma dei vigili del fuoco.
Su quest’ultima “se ne va – ha detto Falbo – a causa della mancanza di sinergia”. Troppi scaricabarile. Sul nosocomio “improvvisamente si autoproclamano difensori dell’ospedale”. Amare Paola per Falbo ha un preciso significato: “Occorre andare oltre l’individualismo. Non può essere uno slogan da utilizzare in campagna elettorale”.

La ricetta di Pino Falbo Per Paola
Per il candidato a sindaco Pino Falbo è necessario ricostruire un tessuto sociale in cui tutti possano sentirsi partecipi. E nel farlo non si vogliono alimentare le divisioni.
“Il confronto elettorale – ha detto – non può tramutarsi in scontro, in litigio continuo. Nella sopraffazione dell’uno contro l’altro. Soprattutto vogliamo ricostruire il senso di appartenenza, l’orgoglio di sentirsi cittadini di Paola”.
Falbo non lesina critiche. Dai debiti di Perrotta, ai mutui contratti fino al 2045, per finire allo sforamento del fondo di riserva di Ferrari.
“Noi – ha detto – non vogliamo lasciare nessuno indietro. Oggi a Paola la pressione fiscale è altissima. Fin da subito lavoreremo per abbassare i costi di alcuni servizi. In questa città ci sono priorità che chi ha avuto responsabilità di governo neanche immagina. Ci sono sacche profonde di povertà, di emarginazione sociale che non possono più essere ignorate. E quando promettiamo la riduzione delle indennità degli amministratori è in quella direzione che noi guardiamo”.
Quindi l’invito a non speculare sui bisogni della gente. Occorre attivare un confronto con quanti ritengono necessaria una concertazione di quartiere, incentivare l’apertura di attività commerciali, magari con un nuovo piano del commercio, e poi la crescita armonica del centro storico e della marina sfruttando il ruolo della ferrovia.
Serve, in poche parole, una visione di insieme delle potenzialità di Paola per fare passi avanti.

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