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Paola, droga e gioco d’azzardo: è allarme


I fenomeni secondo il parroco di Sotterra, don Aurelio Marino, sono sottovalutati.  Necessita maggiore informazione. Le ultime operazioni dei carabinieri hanno portato alla luce tre grosse serre e diversi chilogrammi di droga.

PAOLA – Allarme droga a Paola e nel comprensorio. E anche la chiesa fa appello adesso alla società e alle famiglie di prestare attenzione al fenomeno. “C’è troppa droga e gioco d’azzardo in giro” – afferma sconsolato don Aurelio Marino.

La marijuana circola in grandi quantità. Anche tra i minorenni. Gira fuori dalle scuole, nelle strutture di accoglienza degli immigrati e naturalmente nelle serate di movida. Da piccole quantità si è passati a rinvenirne chilogrammi e chilogrammi. Segno che il fenomeno del consumo e dello spaccio è largamente diffuso. Anche pillole di ecstasy sono state scoperte in un controllo nell’appartamento di un giovanissimo. Spacciatori tutti di età compresa da 22 a 35 anni. Molti ragazzini, sono stati scoperti e smascherati. Erano insospettabili produttori di droga.

Don Aurelio Marino è il parroco di Sotterra e San Michele. Il fenomeno non lo lascia indifferente. Anzi. E spiega come è necessario parlarne, “sembrava fosse un problema superato e invece scopriamo che è più grave di prima”. Occorre, per il parroco, fare informazione “iniziando dalla scuola media per finire a quella superiore. È necessario far comprendere ai ragazzi i rischi e i pericoli per la salute. A cosa vanno incontro. Cosa sono le droghe e quali sono. E nel farlo avvalersi di testimonianze dirette di persone che sono uscite dal tunnel”.

Ma c’è un altro problema non di secondo piano. Il gioco di azzardo che è come una droga. L’ultimo rapporto sul gioco d’azzardo ci dice che Paola nel 2016 ha bruciato milioni di euro su 134 apparecchi. Una spesa procapite di 650 euro. Paola risulta come paese non virtuoso.

Che succede in città?

paola caserma carabinieri
La caserma dei Carabinieri di Paola

“I pericoli delle droghe e del gioco d’azzardo sono troppo a portata di mano. Non si può pensare di sottovalutare la portata di questi fenomeni. Si resta sempre vittima ogni qualvolta ci si avvicina anche solo per gioco o solo per provare cosa sono. Sono voragini che si possono aprire sotto i piedi di tutti senza nemmeno accorgersene. Basta camminarci sopra e subito dopo scatta la trappola”. Don Aurelio ne sa qualcosa essendo da tanti anni il cappellano della Casa circondariale di Paola.

La retata dei carabinieri della compagnia di Paola ha nei giorni scorsi scoperto un mercato parallelo che in città non è più alimentato dai vecchi spacciatori, ma da giovani che hanno trovato metodi più redditizi e sicuri per rimpinguare il mercato della droga. Comodamente da casa, nei rispettivi appartamenti, gli incensurati hanno appurato le tecniche per la produzione. Diverse serre sono state rinvenute dai carabinieri nel centro cittadino. Erano state appositamente realizzate tra le mura di locali presi in affitto e alimentate da apposite lampade. Tutto questo alle spalle anche degli ignari genitori da cui i ragazzi si erano staccati e resi indipendenti per mettere in piedi i loro piani.

Un fenomeno che preoccupa e non poco le famiglie che si trovano a fare in conti con i guai giudiziari in cui sono finiti i loro ragazzi.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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