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Operazione Minerva II, indagati 58 falsi insegnanti


Seguito dell’indagine del 2017. Insegnavano in tutta Italia grazie a titoli falsificati da un pensionato di 69 anni di Mangone venduti a 3 mila euro.

COSENZA – Con falsi attestati di abilitazione all’insegnamento entravano nelle graduatorie nazionali e ottenevano posti di lavoro da insegnanti. Individuato anche il “falsario”.

Nell’ambito dell’operazione Minerva II, i carabinieri della compagnia di Cosenza hanno notificato in queste ore 25 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emesse dalle Procura della Repubblica di Cosenza.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, falsità materiale commessa da privato in concorso, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

Le indagini si sono dispiegate nelle province di Cosenza, Lecce, Pistoia, Milano, Bergamo, Forlì-Cesena.

Svelato un sistema “volto alla falsificazione e all’utilizzo, sull’intero territorio nazionale, di diplomi apparentemente rilasciati da istituti magistrali statali e paritari della provincia di Cosenza e di Reggio Calabria, nonché da scuole di specializzazione per l’insegnamento di sostegno agli alunni portatori di handicap, dall’Istituto nazionale scuole e corsi professionali di Cosenza”.

Quei titoli di studio falsi finivano allegati alle domande per entrare nelle graduatorie ad esaurimento e in quelle d’istituto per l’assunzione come insegnante nelle scuole primarie e dell’infanzia, su posto comune e sul sostegno.

Il falsario dei diplomi è un 69enne di Mangone

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Il falsario dell’Operazione Minerva II è risultato essere un pensionato di 69 anni di Mangone.

Il 25 gennaio 2018 , è stata effettuata una perquisizione nella sua abitazione, su disposizione degli inquirenti.

Qui, gli investigatori hanno scoperto un “diplomificio”, ovvero una centrale del falso organizzata con computer, stampanti e materiale informatico, copie cartacee di diplomi già falsificati e materiale utile alla specifica attività.

Era lui il presunto riferimento dei falsi insegnanti. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro dai carabinieri.

“In particolare – spiegano i carabinieri –, sono state rinvenute 30 stampe di diplomi apparentemente rilasciati dall’Istituto nazionale scuole e corsi professionali compilati con nominativi di insegnanti già emersi nel corso dell’operazione per aver utilizzato titoli falsi”.

Trovata, ovviamente, una gran quantità di carta “pergamenata”, del tipo utilizzata per i diplomi.

All’uomo è stata contestata la contraffazione di 22 titoli di studio utilizzati dagli indagati nelle istanze presentate agli istituti scolastici.

“Da quanto emerge dalle dichiarazioni rese agli inquirenti da una indagata – sempre l’Arma –, il falsario, per il tramite di un intermediario, avrebbe chiesto alla donna la somma di 3mila euro in cambio del titolo falso”.

Novembre 2017: Operazione Minerva I

L’indagine chiusa oggi trae origine dal primo filone di investigazione, Operazione Minerva, che risale a due anni fa.

In quella occasione furono notificati di altri avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di 33 soggetti per i reati di falsità materiale ed ideologica, avendo presentato diplomi scolastici contraffatti presso Provveditorati e istituti comprensivi in tutta Italia.

“La risonanza mediatica ottenuta dalla prima parte dell’indagine – spiegano gli investigatori – ha indotto i dirigenti scolastici a svolgere più approfonditi controlli sui titoli presentati dagli aspiranti insegnanti, in modo da assicurare l’imprescindibile rispetto dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente in materia di insegnamento.

È proprio da questi nuovi input che trae origine la seconda parte dell’indagine. Infatti, due dirigenti scolastici, dopo minuziosi e accurati controlli che hanno fatto emergere la falsità dei titoli magistrali presentati presso gli istituti di competenza da 5 aspiranti insegnanti, hanno provveduto a segnalare l’anomalia direttamente ai carabinieri di Cosenza impegnati nelle indagini.

Nel corso delle attività, al fine di verificare altre posizioni sospette ed escludere ogni illecito accesso al sistema scolastico, si è avviata una stretta collaborazione tra i dirigenti scolastici interessati dal fenomeno e la sezione operativa dei carabinieri di Cosenza, dando vita ad un fitto scambio di informazioni.

Partendo dagli elementi raccolti, si è successivamente proceduto ad effettuare, su tutto il territorio nazionale, controlli incrociati, escussioni di persone informate sui fatti, acquisizione di documentazione presso gli Uffici scolastici regionali e gli istituti scolastici, lavoro svolto anche grazie al costante supporto degli uffici dell’Ambito territoriale provinciale di Cosenza.

L’attività condotta ha già portato all’allontanamento di molti degli insegnanti in possesso di titoli falsi, che abusivamente esercitavano la professione, garantendo in tal modo a docenti in regolare possesso delle abilitazioni all’insegnamento di assumere il meritato posto di lavoro.

Non si esclude che possano esserci ulteriori rescissioni di contratti tra gli istituti scolastici ed alcuni docenti indagati, tenuto conto del grave danno sociale, oltre che erariale, derivante dai fatti accertati”.


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