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Travolto da treno: idioti inginocchiati per fare una foto


La testimonianza di alcuni lettori presenti in stazione a Praia a Mare. Dalla calca ai portoni per entrare alla mamma che si avvicina con il bambino.

PRAIA A MARE – Un carnevale dell’idiozia e della pochezza umana dei nostri giorni.

Come altro catalogare nell’archivio delle nefandezze il comportamento di alcune persone che hanno assistito ieri, lunedì 24 giugno 2019, alla tragedia verificatasi a Praia a Mare?

Al mattino, un uomo residente da qualche tempo a Praia a Mare, ospite presso parenti, ha perso la vita, travolto dal Freccia Bianca che da Reggio Calabria era diretto a Roma. Non è ancora stato chiarito se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario da parte della vittima.

Quel che però è certo, è che negli attimi successivi sono accadute cose, si sono concretizzati comportamenti – e ne abbiamo scritto qui – che ci narrano di un italiano ormai votato al declino, affascinato com’è “dall’orrido sociale”.

Alcuni lettori ci hanno consegnato la loro personale esperienza di quanto avvenuto e vogliamo condividerla con voi, per aiutare quella riflessione a cui auspicavamo già ieri.

Partiamo però da quanto hanno detto Laura, “La risposta è nell’ignoranza e nella noia di vivere” e don Fiorino Imperio, “Non sappiamo più distinguere ciò che è umano da ciò che non lo è”.

Quella donna voleva avvicinarsi con il suo bambino

muore travolta da treno praia a mare

“Sono sconvolta – ha raccontato Giorgia –. Ero sul treno fermo in stazione al binario accanto, alla carrozza accanto. E purtroppo ho visto dal finestrino una cosa che sarà difficile dimenticare.

Come è possibile dar spazio alla curiosità morbosa invece che rispettare in religioso silenzio visivo di fronte a queste tragedie?

Una donna con un bambino piccolo mi ha colpita: voleva avvicinarsi per vedere. Vedere cosa, poi? Quello che resta di una tragedia? Non ci basta quello che tutti i giorni sopportiamo dalla tv, da film e serie?

Non ci sfama, vogliamo capire quanto tutto ciò che è finzione si avvicini davvero alla realtà.

Quello che ho visto oggi è una tragedia, un triste e terribile momento, fatto di dolore per le famiglie, disperazione e rabbia. E fidatevi, non è una sola persona il colpevole. In molti sono saliti sulla carrozza per fotografare. Tutti con il telefono in mano e quello sguardo di imperdibile occasione di fama.

Mano sul cuore, per favore. Quello che ho visto non l’ho cercato, è stato orribile e non facciamo sì che diventi solo una immagine nuova e fuori dagli schemi social tanto da spammarla sul web.
Per favore, mano sul cuore”.

Idioti inginocchiati fotografavano sotto il treno

“Proprio questa mattina – ha aggiunto Claudia – ho accompagnato mia sorella che si è trovata nell’ultima carrozza del treno, direzione Roma.

Mi ha chiamata, avvisandomi che c’era stato un incidente. Sono arrivata alla stazione per farle compagnia, visto che il treno era bloccato. Lei, malauguratamente aprendo il finestrino ha visto quello che non avrebbe voluto vedere.

E la curiosità? La curiosità morbosa che abbiamo visto passare su quel binario? Persone adulte, accompagnate da ragazzini che volevano essere spettatori. Di cosa?

Idioti piegati in ginocchio per sbirciare sotto il treno se riuscivano a vedere qualcosa. Possibile che davanti a una tragedia del genere non si abbia rispetto? Addirittura fotografare.

Provo orrore per un atto del genere e provo tanta tristezza per il genitore che avrà scoperto che quello/a era suo figlio/a”.

La calca ai portoni della stazione per entrare

“Che schifo”, ci ha detto Giuseppe, che con altri ha aiutato a sorvegliare gli ingressi della stazione di Praia a Mare per consentire alle forze dell’ordine di svolgere il loro lavoro.

“Si faceva la lotta davanti ai portoni di entrata – ha raccontato – per guardare, per la curiosità. Abbiamo cercato di tenerli lontano e, increduli, ci chiedevamo cosa ci fosse di bello da vedere.

Cose molto tristi. Abbiamo litigato con la gente per non farla passare. Sembravano zombie affamati di notizie”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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