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Ecco perché i bollettini comunali hanno numeri diversi da quelli dell’Asp Cosenza


Abbiamo cercato di fornire una risposta consultando fonti autorevoli. C’entra la macchina istituzionale, ma anche il comportamento dei cittadini.

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Sui bollettini epidemiologici diffusi periodicamente dai comuni del Tirreno cosentino i dati sono diversi da quelli ufficiali dell’Asp di Cosenza.

È una circostanza facilmente verificabile confrontando le due comunicazioni che, in alcuni casi, hanno differenze molto marcate in merito ai casi attivi Covid-19.

Solo per fare qualche esempio, a Scalea ci sono 66 positivi secondo il municipio, ma “solo” 21 secondo l’azienda sanitaria. E ancora: Tortora dove di recente sono stati comunicati ben 80 contagiati (ne abbiamo scritto qui) sono addirittura a quota zero per l’Asp.

Gli esempi potrebbero andare avanti per molto, ma ci limitiamo a dire che praticamente non esiste un caso in cui i due dati coincidano e c’è sempre il caso limite di Praia a Mare. Era proprio da qui, dal provare a dare un dato ai cittadini praiesi che abbiamo notato questa difformità.

A Praia a Mare, infatti, unico comune del Tirreno cosentino a non emanare un bollettino sulla situazione epidemiologica, si parla sin dall’inizio di questa quarta ondata di un alto numero di positivi, dato però non suffragato da numeri ufficiali. Se non – appunto – quelli prelevati dal sito Asp: 6 positivi, come avevamo riferito in un altro nostro articolo.

A tal proposito, Infopinione questa mattina ha inviato una pec al protocollo del Comune di Praia a Mare chiedendo ufficialmente di conoscere la situazione epidemiologica in paese e, in caso di diniego, di avere dall’amministrazione comunale una motivazione.

Tornando alla difformità dei dati, abbiamo provato ad approfondire la questione avvalendoci di fonti qualificate, tra le quali anche l’Asp di Cosenza stessa.

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Un primo motivo che potrebbe spiegare la disparità dei dati è dato dal fatto che i comuni includono nei loro bollettini anche le persone risultate positive a test antigenici rapidi, mentre l’azienda sanitaria calcola solo i positivi risultati tali all’esito di un tampone molecolare svolto presso le proprie strutture.

Da quanto appreso, un positivo da test antigenico dovrebbe sottoporsi anche a molecolare presso struttura Asp, isolarsi nel frattempo in casa ed essere controllato dalla polizia locale o dalle forze dell’ordine in generale.

In questa parte del ragionamento si innestano altri fattori, che potrebbero falsare il dato. Su tutti il buon senso di ogni singolo cittadino nel seguire alla lettera la procedura consona, la possibilità a livello locale di controllare un alto numero di persone in isolamento e, non da ultimo, la difficoltà per l’azienda sanitaria cosentina a garantire il corretto tracciamento dei contatti quando i numeri dei contagi aumentano vertiginosamente.

C’è inoltre un altro fattore che alimenta la differenza dei due dati. I tempi che trascorrono tra l’esecuzione di un tampone molecolare presso una struttura Asp, la sua analisi in laboratorio e la comunicazione dell’esito al diretto interessato.

A completare questa procedura in condizioni normali possono essere sufficienti 24-36 ore, ma in momenti di emergenza maggiore, proprio come in questo periodo, possono servire anche diversi giorni, come del resto il territorio aveva già sperimentato nel corso dell’ondata dell’inverno 2020 e di cui avevamo parlato da queste pagine.

Entrambi i motivi principali esposti in questo articolo per capire come mai ci sia una tale differenza tra i dati a livello comunale e a livello di azienda sanitaria provinciale impone delle riflessioni.

La prima sul livello alto o basso del tanto richiamato buon senso da parte dei cittadini a seguire procedure corrette, oltre che ad adottare comportamenti responsabili.

La seconda sull’efficienza o meno dell’apparato sanitario locale preposto alla misurazione del contagio che non essendo sostanzialmente mutato rispetto alle altre ondate, lascia pensare all’ennesima lezione non imparata dal passato.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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