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Maratea, reazioni politiche dopo il masso sul bypass: opposizione all’attacco e vertice sulla viabilità


Viabilità Maratea in ginocchio: dure polemiche dell’opposizione e richieste di chiarimenti istituzionali dopo la frana e la chiusura del bypass.

La crisi infrastrutturale che sta paralizzando la mobilità di Maratea ha scatenato un immediato confronto politico all’interno delle istituzioni regionali della Basilicata.

Si registrano reazioni dopo i recenti fatti: un masso, nella notte, è precipitato sul bypass alla Ss 18 in località Castrocucco, provocandone la chiusura. L’episodio ha provocato la chiusura per precauzione il tratto di Statale esposto perennemente a pericolo frana. Il quadro è completato dalla Sp 3 Tirrena chiusa tra Trecchina e Maratea a causa, anche in questo caso, dalla caduta di un masso sulla carreggiata. In sintesi: a Maratea si arriva solo da Sapri, in provincia di Salerno, o in treno.

Gli esponenti dell’opposizione e della maggioranza chiedono risposte immediate e una pianificazione strutturale per superare le gravi difficoltà che stanno isolando la comunità tirrenica.

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La crisi della viabilità a Maratea e la richiesta di audizione del Pd

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ha annunciato il deposito di una richiesta di audizione urgente per affrontare l’emergenza viabilità che sta strangolando il territorio.

Il capogruppo dem Piero Lacorazza ha spiegato che l’obiettivo è convocare i sindaci di Maratea e Trecchina, l’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe e i rappresentanti della scuola e della Provincia.

L’iniziativa punta a fare chiarezza sullo stato degli interventi, dal bypass provvisorio alla nuova galleria di Castrocucco, passando per i lavori sulle gallerie di Acquafredda e sulla strada provinciale 3.

Secondo l’opposizione, la concomitanza di queste emergenze rischia di compromettere la vita quotidiana della comunità con pesanti ripercussioni sui servizi sanitari, scolastici e lavorativi.

La dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle

Toni severi sono stati espressi anche dalle consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, che hanno puntato il dito contro la gestione politica della giunta regionale di centrodestra.

Le esponenti pentastellate hanno evidenziato come siano bastati ventiquattro giorni per veder chiuso il bypass di Castrocucco a causa di un nuovo distacco di materiale roccioso.

“Assessore Pepe, è questo il risultato della sua gestione?”, hanno chiesto le consigliere, contestando la mancanza di collegamenti affidabili a quasi quattro anni dalla frana del novembre 2022.

Il gruppo del M5S ha chiesto trasparenza sui circa 5 milioni di euro spesi per la soluzione temporanea e un cronogramma certo per la realizzazione dell’opera definitiva.

L’appello alla coesione istituzionale della presidenza del consiglio

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella, sottolineando la necessità di superare la logica dell’emergenza con una programmazione a lungo termine.

Dopo aver sentito l’assessore Pasquale Pepe, il rappresentante istituzionale ha evidenziato che le risorse finanziarie sono già disponibili, ma serve un’azione coordinata tra tutti gli enti coinvolti.

“È fondamentale che ogni ente rafforzi il proprio ruolo e si assuma fino in fondo le proprie responsabilità, senza scontri e in una logica di coesione istituzionale”, ha dichiarato Marcello Pittella.

Gli interventi tecnici in corso sulla Sp 3 Tirrena

Nel frattempo, la direzione Infrastrutture e mobilità della Regione Basilicata ha fatto il punto sulle soluzioni tecniche individuate per la messa in sicurezza della Sp 3 Tirrena.

Lunedì 12 ottobre è previsto un nuovo sopralluogo dei progettisti con l’impiego di strumentazioni avanzate per il rilievo di dettaglio delle aree colpite dal maltempo. Gli elaborati tecnici saranno consegnati entro venerdì 16 ottobre per consentire l’avvio urgente della cantierizzazione e mitigare i rischi legati al movimento franoso.

La soluzione punta a riutilizzare le opere provvisionali anche nei successivi interventi di stabilizzazione definitiva per ottimizzare le risorse e ridurre i tempi di esecuzione.


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