I gruppi di minoranza del consiglio di Diamante denunciano il silenzio di sindaco e Giunta sulla vicenda del concorso di Polizia locale. “Noi garantisti e fatti denunciati non accertati, ma il silenzio lede l’immagine della città”.
I consiglieri dei gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Diamante condannano politicamente il silenzio tenuto dal sindaco, Achille Ordine, e dall’amministrazione sull’esposto presentato da un cittadino in merito a presunte irregolarità nello svolgimento del concorso per l’assunzione di due agenti di polizia locale.
“Il silenzio del sindaco e dell’amministrazione comunale sulla vicenda non rassicura nessuno e non si prende cura dell’immagine della nostra città, ancora una volta offuscata dagli spiacevoli dubbi che serpeggiano quando una popolazione legge e si scopre smarrita e disorientata”, scrivono i consiglieri di Uniti per Tutti, Liberamente e Progresso.
Concorso per la polizia locale a Diamante, le ombre di un esposto sulle prove d’esame
La vicenda in oggetto è stata lanciata alcuni giorni fa da alcune testate locali. Un esposto sul concorso pubblico per due agenti di polizia locale indetto dal Comune di Diamante è stato inviato alla Guardia di Finanza e alla Procura della Repubblica di Paola da un ex agente precario, rimasto escluso dai posti utili in graduatoria dopo 17 anni di servizio a tempo determinato.
Secondo quanto riportato da Cosenza Channel, il candidato sostiene che gli sarebbero state fornite in anticipo le tracce delle prove d’esame: prima novanta quesiti per la preselezione online e successivamente, tramite foto scattate a un foglio, i temi della prova scritta, uno dei quali coincidente con quello estratto in aula. Nell’esposto viene inoltre fatto riferimento a presunte rassicurazioni ricevute da un esponente politico locale circa l’esito della selezione.
Il concorso si è comunque regolarmente concluso e il Comune di Diamante ha già proceduto con le assunzioni dei vincitori. Allo stato attuale, non è noto se l’esposto abbia condotto all’apertura di formali accertamenti o procedimenti da parte dell’autorità giudiziaria.
La posizione dei gruppi di minoranza
I tre gruppi di minoranza hanno affidato a una nota la loro posizione in merito, premettendo.che non c’è l’intenzione di entrare nel merito delle notizie diffuse dalla stampa né delle modalità di diffusione e di prediligere una posizione garantista, ancor più visto che allo stato attuale non si è in presenza di una chiusura indagini.
“Siamo garantisti e non lo siamo a targhe alterne – dicono i consiglieri di opposizione – per cui non scriviamo per accusare o scagionare nessuno, ma per far notare quanto sia, a nostro parere, politicamente e umanamente inopportuno il silenzio del sindaco e dell’amministrazione Comunale su questa vicenda.
Ci saremmo aspettati delle dichiarazioni, una precisazione di netta estraneità ai fatti narrati o quantomeno un pubblico auspicio di chiarezza sulla vicenda e delle rassicurazioni alla popolazione e ai giovani alla ricerca di un posto di lavoro che considerano i concorsi pubblici uno spazio libero e contendibile fatto di studio, di sacrifici e di meritocrazia”.
I fatti denunciati, ancora privi di qualsiasi riscontro giudiziale, sono gravissimi e se fossero poi accertati in un eventuale procedimento avrebbero conseguenze gravissime per i presunti responsabili. In attesa che venga fatta chiarezza, però, i gruppi di minoranza chiedono lumi alla Giunta Ordine in merito ad alcune circostanze che in qualche modo potrebbero essere collegabili con i recenti fatti.
“Il sindaco e la giunta – ancora i gruppi di minoranza -, per esempio, dovrebbero spiegare ai cittadini e ai giovani perché, praticamente a 3 mesi dal concorso, il responsabile dell’ufficio di Polizia locale che sedeva in commissione di concorso è stato sostituito e spostato presso altro Ufficio.
Oppure perché la delega di gestione del Personale, sempre a distanza di tre mesi dal concorso in cui il dirigente aveva un ruolo in commissione, è passata ad altro ufficio. Politicamente inopportuno alla luce del polverone sollevatosi.
La politica – concludono i consiglieri – parla soprattutto attraverso gli atti e ci saremmo aspettati da parte di quella politica una netta assunzione di responsabilità a difesa dell’operato dei propri uffici, delle conferme, non dei freddi avvicendamenti con cui solitamente, lo enunciamo come principio generale e non per forza di cose legato a questa vicenda, la politica si autoassolve e scarica le proprie responsabilità altrove”.
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