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Ospedale di Praia, l’ira dei sindaci


I primi cittadini del territorio contro le decisioni dei vertici regionali
Scarsa obbiettività e le logiche clientelari penalizzano Praia a Mare


DI ANDREA POLIZZO

PRAIA A MARE – “Chiediamo ai vertici regionali di superare le logiche clientelari e di adottare un criterio di valutazione che tenga conto dei dati obiettivi prodotti e anche delle particolari peculiarità del territorio. Nella malaugurata ipotesi che la decisione della riconversione del presidio ospedaliero di Praia a Mare sia stata già adottata senza una corretta valutazione dei dati documentali forniti, altamente discordanti rispetto a quelli ufficialmente diffusi dall’Agenas e dal Dipartimento della salute della Regione Calabria, ci riserviamo di tutelare le nostre  ragioni con tutti i metodi disponibili nelle sedi più opportune”.

È quanto fanno sapere in un comunicato stampa i sindaci dei comuni di Praia a Mare, Carlo Lomonaco, Aieta, Gennaro Marsiglia, Scalea, Pasquale Basile, San Nicola Arcella, Domenico Donadio, Tortora, Pasquale Lamboglia e Santa Domenica Talao, Alfredo Lucchese.

Le ultime notizie diffuse dalla stampa sulla riconversione dell’ospedale di Praia a Mare lasciano amareggiati i primi cittadini del territorio nonostante l’impegno profuso, di concerto con la dirigenza sanitaria della struttura praiese, per esporre i dati reali del presidio ospedaliero.

Il tutto in una relazione dettagliata sulla produttività, sulla gestione e sul numero dei dipendenti e dei posti letto esposta negli incontri con il

dirigente generale del Dipartimento della Giunta regionale, Francesco Zoccali, con il dirigente generale vicario del Dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria, Scaffidi e alla III Commissione permanente del Consiglio regionale.

“Allo stato – scrivono i sindaci – non pare che vi sia stata alcuna verifica di tutto quanto rappresentato. Considerato altresì – aggiungono – che da notizie di stampa si è appreso che non esiste un identico ed oggettivo criterio di valutazione, se è vero che altri presidi ospedalieri già inclusi nell’elenco delle strutture da riconvertire, sono stati “salvati” solo in ragione della loro posizione geografica e della distanza da altri presidi ospedalieri, e non per motivazioni di carattere economico/produttivo, appare ancor più sconcertante l’assoluta mancanza di analisi rispetto alla situazione geografica ed economica del presidio ospedaliero di Praia a Mare”.

Nel documento vengono richiamate le peculiarità geografiche che fanno della struttura di Praia a Mare un presidio di vitale importanza: posizione strategica, innanzitutto, “Per un territorio – ricordano i primi cittadini – che dalla costa si estende fino a territori montani mal collegati e che, oltre ad essere di frontiera, e a forte vocazione turistica, per la sua posizione dista oltre settanta km dal più vicino ospedale di Cetraro, peraltro collegato da una arteria stradale di difficile percorribilità, soprattutto nel periodo estivo”.

La Regione è altresì accusata di “Assoluta mancanza di obbiettività” per trattamenti di particolare favore riservati ad altre strutture e ad altri territori. “Eventualità – è scritto nel comunicato congiunto – che emergerebbe dalla decisione di lasciare aperti altri presidi ospedalieri pubblici e privati accreditati, vicinissimi tra loro e rispetto al capoluogo di provincia, e penalizza invece un più ampio territorio e una utenza che, proprio a causa delle distanze, verrebbe privata del proprio diritto alla tutela sanitaria e sarebbe costretta a migrare verso le confinanti regioni della Basilicata e Campania, più facilmente raggiungibili, tra l’altro anche con una conseguente ricaduta negativa, in termini di mobilità sanitaria passiva, sul bilancio della Regione Calabria”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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6 comments

  1. giuseppe calleri

    ops, è un po’ che non entravo, mi scusi, sig.La Neve,in effetti, non ho sbagliato ospedale, mi riferisco proprio al nosocomio di Praia, sono contento che lei abbia ricevuto un bel trattamento, ma c’è chi purtroppo può benissimo dire il contrario, d’altronde, ho scritto OPINIONE PERSONALE in fondo, visto che lei parla di non fare 100km, però ha anche detto che altri ammalati hanno fatto 100km per un ospedale, allora, mettiamo in sesto cosenza che è più grande, con più scelta, e facciamoci questi 100km per esser curati.
    P.S. “se è destino che Lei deve morire, tranquillo che morirà in ogni dove.

  2. Gentile gestore è vero c’è lagonegro,ma perchè dobbiamo pagare noi le scelte sbagliate dei politici!? In fin dei conti loro chissà in quale clinica privata extralusso si fanno curare dall’alto dei lauti compensi che percepiscono annualmente..E noi come ha scritto lei in un recente articolo sul blog “rimaniamo col culo a terra”. La verità è che siamo dimenticati dalle istituzioni.Valiamo meno di zero.E comunque sarei contrario ad andare a farmi curare in un altra regione se abbiamo un ospedale che funziona a due passi.E’ un vero peccato.

  3. Non so dove vive il sig Giuseppe Calleri ma e’ evidente che non ha sbagliato ospedale, non sara’ il massimo ma per noi Praiesi e le persone dei paesi vicini e’ un ospedale nin solo abbastanza pulito ma, con Medici molto bravi, io sono stato purtroppo sia qui’ a Praia che a Cosenza ebbene, grazie ai sig Medici di Praia sto bene , a Cosenza dove ci sono ottimi Medici, la struttura fa’ veramente pena. A noi comunque il nostro ospedale va benissimo perche’ e’ vicino a tanti paesi e quando ero io dentro sono venuti anche pazienti da vicino Cosenza per farsi operare dai nostri medici e non mi piace morire mentre mi portano in un ospedale a 100 km di distanza.

  4. Quella di cambiare Regione è un idea che si ripropone periodicamente da molti anni.
    In fondo, ad esempio, le domande che l’utente Marc 78 pone ad inizio del suo commento, hanno tutte la stessa risposta: Lagonegro (Pz) un ospedale distante non più di tre quarti d’ora, di cui si sente parlare estremamente bene e che, a quel che so io, è in procinto di essere potenziato. Andrea Polizzo.

  5. Mi spiace leggere che l’ospedale di Praia quasi sicuramente verrà riconvertito,(qualcuno mi spieghi in cosa consiste riconvertire),l’ospedale è un “obrobrio” ok,ma ditemi nel giro di 100 km qual’è il migliore ospedale dove noi cittadini del comprensorio potremmo in una remota evenienza farci curare.Secondo i dati della regione gli ospedali di Paola e Cetraro oltre ad essere molto vicini non navigano in acque migliori del nostro nosocomio,dovremmo arrivare agli ospedali cosentini facendo così un viaggio di 100 km 1ora e mezza di macchina,su di una strada la ss 18 che è tutto tranne che una strada veloce,per non parlare poi la salita per il valico della crocetta,vabbè lasciamo stare.E comunque questa estate all’ospedale “Dell’Annunziata” di Cosenza operavano di notte perchè il giorno non potevano accendere i condizionatori,mah.Il presidente della regione Calabria dice che si deve puntare sulle eccellenze(?) e riconvertire gli ospedali che non producono,ma nella sua provincia ci sono ospedali che non producono anzi sono una zavorra,con personale non qualificato ecc.Negli ultimi giorni sono venute alla ribalta situazioni da terzo mondo nei nostri ospedali della calabria meridionale del tipo neonati morti persone lasciate morire per mancanza di posti ecc.Caso strano solo due ospedali della provincia di Cosenza tra cui il nostro verranno riconvertiti,forse non abbiamo rappresentanti eletti in consiglio regionale?Forse dal punto di vista economico non contiamo nulla,forse siamo una zona di frontiera?All’ospedale di Praia non è mai morto nessuno per malasanità,correggetemi se sbaglio,ma tanto siamo a Praia a Mare,non siamo a Vibo,Cosenza,Reggio,Catanzaro ecc. Mi sa che la Calabria non finisce a Tortora ma finisce a Cosenza o magari a Paola o Cetraro,a questo punto cambiamo regione..

  6. giuseppe calleri

    io,personalmente sono a favore della riconversione, quando si entra in quell’obrobrio di ospedale, si stà subito,più male di prima, ed io per esperienza personale l’ho frequentato, per non parlare dell’educazione di chi ti accoglie, un ospedale che è nato, quando ancora a praia non vi erano infermieri veri, adesso sono diventati quasi docenti medici, non so bene di che cosa.I sindaci potevano svegliarsi molto prima, non è certo di adesso la notizia, del probleme dell’ospedale, aspettano l’ultimo momento come in altri paesi,che fanno anche lo sciopero della fame, io sinceramente dico: -“se devi morire di fame, muori almeno in un ospedale che si chiami ospedale”- tutti questi ricatti, meglio un ospedale avanzato che tanti ospedalini tipo le guardie mediche.Opinione personale