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Praia a Mare, è l’abitato la fonte di inquinamento del mare


L’allarme lanciato da Italia nostra. “Inutile lo sgombero degli animali in località Pantano. La fonte di inquinamento del mare è inc corrispondenza dell’abitato di Praia a Mare”.

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PRAIA A MARE – Sono le abitazioni di Praia a Mare, presumibilmente, la fonte di inquinamento del mare della città dell’Isola di Dino.

È quanto in sintesi sostiene il presidio locale di Italia nostra basandosi sui dati di campionamenti ed analisi svolti dagli organi preposti sui canali che attraversano il paese.

Il riferimento è a tre aree di campionamento abituale: “50 metri a sinistra del canale Fiumarella”, “50 metri a destra del canale Fiumarella”, e “Sbocco canale Sotto Marlane”. In questi punti sono state evidenziate criticità nelle acque di balneazione.

In merito alla vicenda, l’amministrazione comunale, prima dell’estate scorsa, ha anche prodotto un’ordinanza con la quale sono stati vietati gli allevamenti di animali nella zona Pantano ritenendo poter essere questa la causa dei valori non conformi alla legge rilevati nelle acque di balneazione praiesi. La località, infatti, è attraversata dai canali di raccolta delle acque che poi sfociano in mare.

Ma confrontando proprio gli esiti delle analisi nel periodo successivo alla rimozione della presenza di animali da allevamento, emergerebbero dati che invitano a trarre una conclusione: la fonte dell’inquinamento non sarebbe localizzabile a monte del tracciato ferroviario che attraversa Praia a Mare, e dunque nella località Pantano. Bensì – questa la conclusione di Italia nostra – andrebbe ricercata a valle della linea ferroviaria: ovvero nel centro abitato.

“Le previsioni e le aspettative del Comune di Praia a Mare – informano gli ambientalisti – relativamente alle cause della contaminazione dei due canali, a nostro avviso, si sono rivelate non esatte. Infatti su intervento diretto ed indiretto di Italia Nostra sia sul dipartimento Ambiente della Regione Calabria che su altre amministrazioni ed autorità, l’Arpacal ha effettuato un primo monitoraggio il 6 luglio 2016 disponendo analisi chimiche e microbiologiche di campioni di acque superficiali prelevati nel canale Fiumarella. Un primo campionamento delle acque è stato effettuato a valle del serbatoio, direttamente nel letto della Fiumarella. Un secondo campionamento a monte del serbatoio, ad una distanza di 100 metri circa.

Nel primo campionamento il parametro Eschirichia coli ha raggiunto il valore di 9mila 400, mentre nel secondo campionamento tale valore è stato maggiore di 10mila: valori molto elevati, considerato il processo di diluizione, ben superiori ai limiti fissati per uno scarico, indice di inquinamento di origine fecale.

Il secondo monitoraggio è stato effettuato il 24 agosto 2016, a oltre 2 mesi di distanza dall’ordinanza sindacale n. 28/2016 ed ha riguardato l’intero corso del canale Fiumarella.
In sintesi, a monte del tracciato ferroviario i valori di Eschirichia coli sono stati di modesta entità, mentre a valle, nel condotto artificiale ed alla foce tale valore di riferimento quasi triplicava i dati del primo campionamento del 7 luglio, indice di un ulteriore e più grave inquinamento fecale della Fiumarella che non consente al corpo idrico di auto depurarsi.

Le conclusioni sono fin troppo ovvie: il forte inquinamento fecale è rilevabile a valle del tracciato ferroviario dove vi è presenza di case e non di allevamenti. Inoltre tale inquinamento parrebbe accentuato maggiormente nei mesi estivi come parrebbero indicare i dati dell’ultimo prelievo dell’Arpacal effettuato il 27 settembre 2016 presso la foce del canale Fiumarella. Infatti i valori sono stati i seguenti: Escherichia coli 880, Enterococchi 160, sempre indice di inquinamento di origine fecale”.

Italia nostra pone l’accento sulle implicazioni di natura economica del fenomeno che interessando il mare e la sua balneabilità, crea danni alle molte strutture balneari presenti sull’arenile praiese.

Infine, viene lanciato l’appello a risolvere la vicenda prima della prossima stagione balneare ponendo in essere azioni appropriate per individuare in maniera certa le fonti di inquinamento.


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(foto: Google Earth)

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2 comments

  1. A qualcuno conveniva che gli occhi venissero spostati altrove. allevamenti nel Pantano non c’è ne sono mai stati. invece tante case suppongo che non sono allacciate al circuito fognario comunale.

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