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Terremoto Calabria, Carlo Tansi: “La chiave è la prevenzione”


Le scosse non si possono prevenire al contrario dei loro dannosi effetti. Un calabrese su quattro vive in case abusive, molti altri in edifici non adeguati.

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COSENZA – Non c’è nulla di particolare in questo sciame sismico che interessa la costa tirrenica della Calabria. È un fenomeno naturale che si perpetra da milioni di anni. I terremoti non si possono prevenire, al contrario dei loro effetti: costruendo edifici resistenti.

Una breve sintesi, questa, del pensiero di Carlo Tansi, noto geologo calabrese, ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche e docente universitario di geologia strutturale.

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente questa mattina, dopo l’ennesima scossa di terremoto registrata in mare, lungo la costa tirrenica della Calabria, a largo di centri abitati come Scalea, Diamante, Belvedere Marittimo, Paola.

Fenomeni che – come ci ha spiegato Tansi – vanno inquadrati da un punto di vista geologico nell’ambito della faglia sottomarina che corre, appunto, lungo la costa tirrenica e, andando nel particolare, nel cosiddetto “Bacino di Paola”.

carlo tansi calabria regione
Carlo Tansi

Infopinione: Cosa sta succedendo a largo della costa tirrenica calabrese?

Carlo Tansi: “Nulla di diverso da quanto accade da 23 milioni di anni.

Partiamo da un principio base: i terremoti sono movimenti del terreno originati esclusivamente da fratture profonde nella crosta terrestre, le cosiddette faglie. La Calabria è al centro di una enorme zona di scontro tra due continenti, Africa ed Europa.

Per questo è attraversata da faglie che corrono allineate in direzione Nord-Sud, longitudinali rispetto alla nostra regione.

Una interessa l’entroterra, quindi le zone in emersione, dal Pollino verso Sud passando per la Valle del Crati, la Stretta di Catanzaro, le Serre e l’Aspromonte e fino allo Stretto di Messina e la Sicilia Orientale. (Terremoto del Pollino)

L’altro sistema di faglia è invece a largo della costa tirrenica, parallelo al precedente, che ha generato la formazione di un bacino sedimentario, detto Bacino di Paola, con i fondali che digradano rapidamente a partire dalla costa.

È qui che si stanno verificando le scosse in questione”.

terremoto Costa Calabra nord occidentale Cosenza
Mappa dei terremoti con magnitudo superiore a 1.0 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale negli ultimi 90 giorni nella zona Costa Calabra nord occidentale (Cosenza)

 

I: Dunque un fenomeno naturale, contro il quale poco si può fare?

CT: “Qui bisogna tornare alla domanda del secolo: è possibile prevedere un terremoto?

In questo momento, la scienza a livello internazionale non consente di prevedere l’evento. Sapendo dove sono le faglie possiamo prevedere il ‘dove’ si verificheranno le scosse, ma non quando.

Ma proprio la conoscenza del posizionamento delle faglie ci conferisce uno strumento importante: la prevenzione.

Il terremoto non uccide, uccidono le case costruite male, come spesso succede in Calabria. Nel 2019, dunque, non possiamo prevenire i terremoti, ma le loro conseguenze sì.

Faccio un esempio: il Terremoto della Calabria meridionale del 1783 di magnitudo 7.1, che rase al suolo Reggio Calabria e Messina, provocò migliaia di morti.

A luglio scorso, si è verificato un terremoto con la stessa magnitudo in California orientale, che ha fatto zero morti. Un ruolo fondamentale lo ha giocato la qualità degli edifici, in termini di accorgimenti tecnici adottati.

In definitiva, abbiamo un solo grande alleato per sconfiggere la paura del terremoto: costruire bene. Evitare di realizzare e di vivere in case abusive. In Calabria ce ne sono circa 142mila. Questo vuol dire che 1 nostro concittadino su 4 vive in una di esse.

Sulla vulnerabilità sismica della regione pesa inoltre tutto quanto è stato costruito negli Anni ’60-’70, durante il boom edilizio. Ovvero prima della divulgazione delle leggi antisismiche conseguenza dei sismi del Friuli e dell’Irpinia.

Considerando che quasi tutta la Calabria sorge su area sismica di Prima categoria, abbiamo un ampio patrimonio edilizio privo di caratteristiche tecniche per resistere a forti terremoti. Molte case dovrebbero essere adeguate.

Infine, va tenuto in considerazione che anche il cemento armato ha una sua scadenza, dopo un tot di decenni. Dagli Anni ’60 ne sono passati quasi 60 e quindi bisogna fare i conti con l’ammaloramento di molte strutture e infrastrutture”.

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About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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