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Coronavirus Calabria: 37 attualmente positivi


Situazione ufficiale al 13 marzo: in 24 ore quattro nuovi contagi. Nel report di oggi ci siamo concessi una riflessione su malattia, informazione e opinione pubblica.


CATANZARO – Quattro nuovi contagi in Calabria.

È il numero delle persone risultate positive al Coronavirus Covid-19 nelle strutture ospedaliere calabresi e confermate dall’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani.

Secondo i dati diffusi dalla Protezione civile nel bollettino delle 18 di venerdì 13 marzo 2020, nella punta dello Stivale ci sono attualmente 21 pazienti ricoverati di cui 18 con sintomi e 3 in terapia intensiva.

16 persone, inoltre, si trovano in isolamento domiciliare. 1 paziente è guarito. Non si registrano decessi. Il totale degli attualmente positivi è dunque di 37.

Questi numeri sono il risultato dei tamponi effettuati finora: 504.

Questa la ripartizione per province, alla medesima data e contemplando anche la persona guarita:

  • Reggio Calabria 13
  • Cosenza 10
  • Crotone 7
  • Vibo Valentia 5
  • Catanzaro 3

I quattro nuovi positivi sono dunque equamente distribuiti tra le province di Reggio Calabria (11 al giorno precedente) e Cosenza (8).

La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha annunciato che arriverà il farmaco in fase sperimentale che avrebbe effetti benefici sui pazienti affetti da Coronavirus. Il “Tocilizumab”, prodotto dalla Roche per curare l’artrite reumatoide, si è scoperto essere in grado anche di ridurre i problemi polmonari dei soggetti colpiti dal Coronavirus.

Disclaimer: questo articolo cita circostanze apprese da fonti ufficiali:

 

Coronavirus Calabria: la corsa al “caso” bomba

coronavirus calabria

OPINIONE ||| Vorrei per un attimo abbandonare la linea di divulgazione di notizie sull’emergenza Coronavirus fin qui adottata. Quella “fredda”, che si limita a riportare i numeri ufficiali forniti da Istituto superiore di sanità, Ministero della salute e divulgati dal dipartimento della Protezione civile.

In questo momento c’è quello che dicono i media locali calabresi e la cassa dell’amplificatore – soprattutto via social – dei cittadini-lettori.

Noi tutti organi di informazione stiamo dando il meglio di noi stessi per mantenere informate le persone. Ma si creano ogni tanto situazioni come quella di ieri, venerdì 13 marzo 2020.

In diversi momenti della giornata si sono registrati “casi” in questo e in quell’altro comune. In riferimento a un altro centro, qualcuno ha anche distribuito un falso ritaglio di giornale indicando altri “casi”. E, andando più dietro, si è riferito del “primo decesso in Calabria“.

Queste “bombe” sono rimbalzate su Whatsapp e Facebook, nelle chiacchiere da terrazzo a terrazzo, nelle telefonate allarmate tra parenti. Insomma: ovunque.

Poi, sono arrivate le smentite dei sindaci e – come accaduto qualche giorno fa per “il primo decesso in Calabria” – persino delle testate stesse che le avevano lanciate.

L’effetto di questa “divulgazione” – a parere strettamente personale di chi scrive – è deflagrante. Nei comuni che volta per volta vengono nominati scatta la caccia al contagiato, all’infetto. Le investigazioni da paese possono colpire nel segno, ma anche no.

In entrambi i casi si arriva a identificare delle persone e questo non è giusto. È deontologicamente scorretto fornire elementi utili a risalire all’identità di una persona malata. Si rischia di emarginare qualcuno (positivo o meno che sia) e i suoi affetti. E questo è ancora peggio.

Si alimenta la psicosi. E chi scrive non è immune da difficoltà, anzi. La situazione è grave ed è difficile anche fare informazione. Senti il peso di dire, sapendo che allarmerai e appesantirai una situazione già pesante.

Consigli al lettore? Potrei scrivere: “Valutate bene le fonti, l’autorevolezza di chi scrive” e altre cose tecniche così. Ma non me la sento di dire altro se non: cerchiamo tutti di essere delle persone migliori. Almeno in un momento come questo.

 

Coronavirus: la situazione in Italia

Questa la situazione in Italia, all’aggiornamento del bollettino delle 18 di venerdì 13 marzo 2020 a cura della protezione civile.

14.955 persone risultano positive al virus. Sono 1.439 le persone guarite. I deceduti sono 1.266.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 7.732 in Lombardia, 2.011 in Emilia-Romagna, 1.453 in Veneto, 794 in Piemonte, 698 nelle Marche, 455 in Toscana, 304 in Liguria, 242 nel Lazio, 236 in Friuli Venezia Giulia, 213 in Campania, 157 nella Provincia autonoma di Trento, 126 in Sicilia, 123 nella Provincia autonoma di Bolzano, 121 in Puglia, 83 in Abruzzo, 73 in Umbria, 43 in Sardegna, 37 in Calabria, 27 in Valle d’Aosta, 17 in Molise e 10 in Basilicata.

 

DPCM CORONAVIRUS: Misure igienico sanitarie

La redazione di Infopinione.it suggerisce anche in questo contenuto che, per il contenimento della diffusione del virus il Governo italiano ha predisposto alcune misure eccezionali con Dpcm del 4 marzo 2020. Qui trovi il suo contenuto nel dettaglio.

Quest’ultimo contiene in allegato le misure igienico sanitarie da adottare e osservare, che qui riportiamo.

coronavirus lavare mani

Ecco, dunque quali sono queste misure igienico sanitarie che, come era stato largamente anticipato, influiranno molto sulla vita sociale degli italiani.

LAVATI LE MANI

Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.

NO ABBRACCI E STRETTE DI MANO

Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute e comunque evitare abbracci, strette di mano e contatti fisici diretti con ogni persona.

TOSSE E STARNUTI

Igiene respiratoria: starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.

Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.

UN METRO DI DISTANZA

Mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro.

BOTTIGLIE E BICCHIERI

Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, anche durante l’attività sportiva.

OCCHI, NASO, BOCCA

Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.

FARMACI

Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.

PULIZIE

Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

MASCHERINA

Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

Se sei un cittadino calabrese puoi rivolgerti ai numeri utili per l’emergenza che trovi nell’illustrazione qui sotto.

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About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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