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Crisi Afghanistan, ad Acquaformosa porte aperte a chi scappa


L’amministrazione comunale aderisce all’appello Anci di ampliare la rete del Sistema di accoglienza integrata.

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Il comune di Acquaformosa offre accoglienza alla popolazione dell’Afghanistan in fuga dal Paese dopo il ritorno al potere dei Talibani,

Il piccolo centro in provincia di Cosenza ha risposto presente all’appello lanciato dal delegato Anci per l’immigrazione, Matteo Biffoni.

Ovvero salvare quante più vite umane possibili ampliando la rete del Sistema di accoglienza intergrata (Sai).

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Siamo pronti ad “accogliere e inserire le famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale, la cosiddetta Operazione Aquila”, ha detto il sindaco di Acquaformosa, Gennaro Capparelli.

Il primo cittadino ha quindi auspicato l’ampliamento dei posti Sai, dicendosi pronto ad attivare soluzioni specifiche per i collaboratori afghani e le loro famiglie.

“Non si può lasciare sola la popolazione afghana in balia dei Talebani – ha detto Capparelli – che hanno già dimostrato di quali orrendi nefandezze, crimini e violazioni dei più elementari diritti umani sono capaci”.


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